[Le interviste di Hackathon Terremoto] Lorenzo Calzolari_Gruppo 2 | L’Hackathon? Lo rifarei domani!

Carta d’identità

Si sente una persona come tante altre, lavora come ingegnere del software, tra l’altro presso un’amministrazione pubblica, l’Università di Bologna: da cittadino, ha scelto di mettersi in gioco per due giorni, portando il suo bagaglio di competenze, in un modo diverso dal solito e sperando di poter dare una mano concreta. In queste situazioni di emergenza c’è sempre molta attenzione per quello che succede nel breve periodo, mentre per lui era particolarmente interessante dare un contributo sul lungo/medio periodo, mettendo al servizio il suo interesse e la sua passione. Il suo gruppo? Il gruppo 2, Casa Sicura.

E: Come hai conosciuto l’Hackathon?

L: Tramite il mio network di amicizie e di contatti professionali:

mi riconosco abbastanza nelle cose dette da Matteo nella sua presentazione, nella voglia di cogliere l’opportunità per dare un aiuto e fare qualche cosa di utile che magari potesse essere anche mia, massimizzando il tempo che dedicavo e riuscendo a sfruttare anche quelle che sono le mie conoscenze professionali.

E: Arrivando all’Hackathon, che cosa ti aspettavi?

L: Per prima cosa, la possibilità di dare un aiuto concreto. L’evento è stato organizzato discretamente bene ed in particolare, sin dall’inizio, ho apprezzato l’impegno per coinvolgere direttamente gli stakeholder.

E:Come credi che questa iniziativa possa continuare?

L: Noi abbiamo sviluppato dei prototipi che comunque necessitano di ulteriore lavoro, e quindi è necessario proseguire anche dopo la due giorni bolognese. Di sicuro spero che qualcuna di queste applicazioni venga davvero utilizzata e infatti, dal mio punto di vista, sarà soprattutto importante avere un riscontro (per esempio con l’utilizzo pratico) da parte degli stakeholder.

E: Che cosa ti porti via da questo hackathon?

L: Ho ricevuto molto da tutti, ho potuto conoscere dal vivo persone che mi hanno portato testimonianza di quello che sta succedendo nelle zone terremotate, tramite un canale non convenzionale. Avere un feedback dalle persone che sono sul campo mi ha dato un’idea più chiara della situazione e di quelli che sono i bisogni reali, senza sensazionalismi. L’hackathon potendo lo rifarei domani, ho davvero conosciuto molta gente in gamba con al quale ho passato due bellissime giornate.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: